La Festa d’Autunno di Poggio Filippo
Storia, tradizione e calore di un borgo che non smette di vivere
Quando le colline di Poggio Filippo si tingono d’autunno, il borgo si trasforma: le vie silenziose si animano, i profumi della terra si fanno più intensi, e la comunità si prepara a celebrare ciò che rende unico quel momento dell’anno.
Nata nel 2010 con l’idea di valorizzare l’autunno e mantenere vivo il paese anche durante i mesi freddi — quando un tempo tutto taceva — la Festa d’Autunno non è “solo” una serie di cantine aperte: è un percorso di comunità, memoria, convivialità e territorio.
Dalla prima edizione la festa ha allargato le sue braccia e oggi accoglie centinaia di visitatori: dal piazzale della Pro Loco alle vie del paese, da un’idea semplice a un simbolo del territorio. L’intento resta quello di far vivere Poggio Filippo anche nell’inverno, farlo sentire vivo e accogliente, nonostante la stagione più fredda.
C’è un momento dell’anno, a Poggio Filippo, durante il quale il paese si accende di profumi, di ricordi e di sorrisi. È il tempo della Festa d’Autunno, nata nel 2010 per celebrare la stagione più ricca e autentica dell’anno — quella in cui la terra offre i suoi frutti, il vino si versa nei bicchieri e la comunità si prepara all’inverno.
La Festa d’Autunno di Poggio Filippo non è solo un giro tra le cantine per mangiare e bere: è un modo per vivere il paese, per riscoprirlo anche nei mesi più freddi, quando un tempo Poggio si “chiudeva” e tutto taceva, e l’unico evento invernale della zona era a Sante Marie.
Poi, un giorno, qualcuno bussò alla porta della Pro Loco e disse:
“Perché non facciamo una festa in autunno, all’aperto, nel piazzale, per celebrare questo momento così bello?” e la Pro-loco rispose semplicemente “Certo, facciamolo!”
Da quell’idea semplice, sincera e coraggiosa, nacque la prima edizione! Era il 31 ottobre 2010, nel piazzale della Proloco furono create 4 postazioni (castagne, arrosticini, pasta e fagioli, vin brulè) a ricreare una sorta di percorso, immaginandolo un giorno per le vie del paese.
Fu un piccolo, ma gigantesco evento. Un successo! Parteciparono una quarantina di persone, che per Poggio — di notte, all’aperto e d’inverno — erano tantissime.
Oggi, quella stessa festa, attraverso gli anno e i Direttivi che si sono succeduti, è uscita dal piazzale della Pro-Loco allargandosi per le vie del paese fino ad arrivare al centro storico ed è diventata una manifestazione amata, partecipata e viva, capace di accogliere centinaia di visitatori, e di trasformare il borgo in un percorso di sapori, tradizioni e calore umano attraverso la riapertura di vecchie cantine, ricette della memoria, fuochi, musica e sorrisi divenendo così “Festa d’Autunno – Cantine ajo Pojo”
L’intento iniziale, raccontare Poggio Filippo attraverso le sue radici e farlo vivere anche d’inverno è pienamente riuscito. E con un pizzico di orgoglio, oggi possiamo dire che la Festa d’Autunno è stata la prima nel circondario ad “osare”, a credere nella forza dell’autunno, nella bellezza della condivisione e nella magia delle piccole cose fatte con amore.
[Estratto da “Storia e Valorizzazione del Territori di Poggio Filippo” di Manuela Anzini]
Consultate il calendario delle attività per scoprire quando si terrà la prossima Festa d’Autunno con annesso giro delle Cantine!
EDIZIONE 2025

Ogni cantina non è solo un punto di ristoro: è un luogo con una storia, un volto, un motivo per camminare per le vie del borgo e scoprire angoli che altrimenti rimarrebbero nascosti.
Il doppio filo delle tradizioni culinarie e delle bellezze architettoniche ci conduce per le strade del paese.
La Festa inoltre è caratterizzata da alcuni anni dall’escursione “Sulla Via delle Mele”, un cammino di 6 km tra boschi, valli e panorami sul Monte Velino, lungo l’antica via utilizzata dalle donne del borgo per trasportare mele ed altra frutta verso Magliano de’ Marsi e Avezzano. Tappa speciale: l’Azienda Apistica Regulari, realtà locale pluripremiata, custode del miele millefiori Un omaggio alla natura, all’apicoltura, alla cura del territorio e che celebra la lunga tradizione frutticola di Poggio Filippo.
Troveremo anche Le creazioni di Lolò un mostra di artigianato dedicato a lavori fatti all’uncinetto, arte tipica delle donne del territorio e candele fatte a mano.
Cantina Zuccaretta
Situata lungo la storica via delle “Pagliarelle”, un tempo cuore delle attività quotidiane del paese, la Cantina Zuccaretta propone la pizza “di una volta”, realizzata con impasto tradizionale e farine antiche. Il nome della cantina è un omaggio affettuoso alla mamma di Orlando, e la pizza ne conserva il sapore autentico e familiare.
Cantina Mimì, Cocò e…
Collocata nella piazzetta accanto all’ingresso inferiore dell’Arco delle Campane, questa cantina propone piatti della tradizione contadina come le ntaccarelle ammassate a mano, servite in minestra di ceci al rosmarino, e le straciozze con sugo di pomodoro e basilico. Un menù semplice e genuino che valorizza la cucina povera e le antiche ricette del borgo.
Cantina Dolci in Castejo
All’interno dell’antica canonica, la Cantina Dolci in Castejo propone dolci artigianali della tradizione poggese. Il protagonista è il fiaone, in versione dolce o salata, affiancato da coperchiole ripiene, ciambellitti al vino, waffles e torte di vari gusti. Un angolo dedicato alla dolcezza e alla memoria gastronomica del paese.
Cantina Zi Minicuccio – GemmaRosa
Nel punto più alto del borgo, sotto l’arco che domina il paese, si trova la Cantina Zi Minicuccio, curata dall’Azienda Agricola GemmaRosa. Propone pallotte cacio e ova e pane abbruscato accompagnato da prodotti biologici a km 0: castagne, legumi, noci, nocciole, marmellate e pesti. Un’offerta che valorizza la semplicità della terra e il legame con l’agricoltura locale.
Cantina Sterina
Situata nel cuore del paese, in una piazzetta dove un tempo le donne si ritrovavano per filare la lana, la Cantina Sterina propone tre piatti della tradizione: sagne e faciói (pasta tirata a mano con fagioli), pizza e raneturco con verdure e patate e pizza summa co’ la saraca, una focaccia tipica con pesce sotto sale. Un menù che racconta la cucina contadina e la memoria delle generazioni.
Cantina Appèe ajo Campanile
Ai piedi del campanile, in un angolo all’aperto illuminato dal fuoco della brace, la Cantina Appèe ajo Campanile propone castagne arrostite, vin brulè e brulè di mele, in omaggio alla tradizione frutticola del territorio. Un punto di incontro che unisce calore, semplicità e convivialità.
Cantina Trieste – Arrosticineria
All’inizio di Palatera, una delle vie più panoramiche del paese, si trova la Cantina Trieste – Arrosticineria. Valentina e Leonardo, insieme a Giorgio, Gianfranco e Maurizio, propongono arrosticini di pecora cotti alla brace e ciambellini al vino. Una tappa che celebra i sapori più autentici dell’Abruzzo.
Cantina Osteria del Crostone
Sotto N’Zermo, all’uscita dell’Arco delle Campane, si trova la Cantina Osteria del Crostone. Il menù propone crostoni rustici preparati con ingredienti locali: prosciutto e tartufo, broccoletti e salsiccia, oppure patate e salsiccia. I prodotti provengono da aziende del territorio, come le salsicce di Marini, le patate dell’Azienda Agricola GemmaRosa e le salse tartufate locali.
Cantina Francuccio – da Gemellone
In Via Castello, una delle vie più caratteristiche del borgo, si trova la Cantina Francuccio – da Gemellone. Il menù propone due piatti tipici della tradizione romana: fagioli e cotiche e fagioli e salsiccia, entrambi serviti con un crostino all’olio al rosmarino. Un richiamo alla cucina casereccia e ai sapori autentici dell’autunno.
Cantina Club House del Clan Eventi
Sotto l’Arco delle Campane, una delle location più suggestive del borgo, la Cantina Club House propone un menù semplice e conviviale: panino con salsiccia caldo, farcito a scelta con friarelli, cipolle o entrambi, e cartoccio di patatine fritte. Una presenza che porta energia e spirito di festa, perché un buon panino con la salsiccia non può mancare.




























